Ascopiave, prima di Natale le offerte per i 700mila clienti del gas dell’impresa veneta

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È partita la caccia ai 700mila clienti di Ascopiave, l’utility veneta forte nella vendita e nella distribuzione del gas. Entro Natale la società guidata dal presidente Nicola Cecconato aprirà le buste con le proposte dei suoi pretendenti. E valuterà con gli advisor Rothschild e Bonelli Erede con chi andare a nozze. I pretendenti non mancano. Ultimo in ordine di tempo è stato Giovanni Valotti, presidente di A2a, la maggiore utility italiana con un giro d’affari di circa 6 miliardi. Valotti si è dichiarato flessibile, ben disposto a discutere a 360 gradi “per valutare possibili partnership su entrambi i business”.

I due business sono la vendita del gas, settore da cui Ascopiave vorrebbe uscire o ridurre la presenza, e quello della distribuzione, dove il gruppo veneto partecipato da 61 Comuni e da due soci privati (Plavisgas e Bluenergy) vuole crescere.

La scelta di Ascopiave ha una motivazione semplice: 700 mila clienti sono pochi per un mercato sempre più duro dove bisogna averne almeno il doppio per competere. Al contrario la distribuzione (il tubo) sta diventando una commodity con un buon rendimento. Un business che piace ai Comuni soci della controllante Asco Holding, alla ricerca di profitti grassi e certi. Anche perché in futuro, quando la distribuzione verrà messa a gara, chi perderà il business avrà comunque un risarcimento.

Fra i pretendenti di peso c’è anche Italgas (controllata da Cassa Depositi e Prestiti e Snam attraverso un patto parasociale), disposta come A2a a proporre delle combinazioni flessibili confezionando formule che consentano ai veneti di consolidarsi nella distribuzione senza abbondonare del tutto, almeno per un certo un periodo, i clienti.

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